Lo scandalo Datagate: cos’è e com’è nato

Lo scandalo Datagate (meno comunemente conosciuto anche con il nome di NSAgate) è iniziato con la pubblicazione da parte del quotidiano britannico Guardian, nel mese di giugno 2013, di alcuni documenti riservati. Secondo questi documenti, la compagnia di telecomunicazioni Verizon consegnerebbe all’FBI dati in grado di mettere a rischio la privacy dei propri utenti come i numeri di telefono delle conversazioni, il luogo dal quale partono, orari e durata delle conversazioni telefoniche.

La notizia che le comunicazioni negli Stati Uniti sarebbero sotto controllo ha fatto subito il giro del mondo ed è apparsa su tutti i giornali, richiedendo un commento da parte del presidente Obama. Secondo i documenti pubblicati dal Guardian in merito allo scandalo Datagate, l’autorizzazione per l’FBI a tenere sotto controllo le comunicazioni che avvengono all’interno degli USA e dagli USA verso l’estero, sarebbe stata concessa in segreto da un giudice federale il 25 aprile 2013, ordinanza che avrebbe concesso al governo la possibilità di avere accesso illimitato ai dati per tre mesi.

Mentre il controllo sui tabulati telefonici sarebbe recente, già dal 2007 i dati relativi alle comunicazioni effettuate via internet da milioni di utenti sarebbero disponibili alle agenzie di intelligenze americana mediante il programma PRISM, che ha come scopo quello di raccogliere e utilizzare i dati delle comunicazioni via internet.

L’iniziativa di tenere sotto controllo le comunicazioni sarebbe stata presa dalla National Security Agency (Nsa), agenzia di intelligence degli USA, che generalmente tiene sotto controllo specifiche persone considerate potenziali terroristi, e non l’intera popolazione. Tuttavia, la Casa Bianca ha difeso l’operato della Nsa, affermando che questa agenzia è stata fondamentale per proteggere gli Stati Uniti dalla minaccia del terrorismo.

La portata dello scandalo Datagate si è poi allargata notevolmente alla notizia che al programma PRISM sarebbero associate numerose aziende, non solo la Verizon, e che sotto controllo della NSA potrebbero esservi anche i dati relativi a foto, video e informazioni archiviate sui propri computer, profili di social network, dispositivi mobile.

L’altra notizia riportata da tutti i giornali è che la talpa, ovvero la persona responsabile di aver rivelato al Guardian lo scandalo Datagate, ha reso nota la propria identità. Si tratta di Edward Snowden, giovane ex tecnico della Cia. Dopo essersi rifugiata in una camera di albergo di Hong Kong, la talpa è ora in fuga e rischia di essere arrestata per spionaggio.

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